Inflazione e consumi: il caro prezzi nei trasporti si fa sentire

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Le recenti rilevazioni Istat mostrano un’inflazione in costante crescita negli ultimi mesi. Nel mese di maggio 2021 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato infatti un aumento dell’1,3% su base annua. La colpa? Da imputarsi prevalentemente al caro trasporti che solo nel mese di aprile 2021 si è attestato a +13.8%. Petrolio & Co hanno rialzato la testa con la ripresa graduale dell’economia mondiale e si apprestano a toccare nuovi massimi. Le conseguenze? Secondo il Codacons, un aumento di spesa pro capite di quasi 461 euro per quest’anno.

Continua il nostro viaggio nell’inflazione reale e questa volta parliamo dei trasporti, un settore strettamente collegato al commercio e che quindi ha ampie ripercussioni sull’economia in generale.

L’inflazione raggiunge livelli che non si vedevano dal 2018
La riapertura graduale che stiamo vivendo sta sicuramente dando nuova linfa alla nostra economia, tuttavia ciò che molti analisti si aspettavano si sta pano piano avverando: la crescita della domanda, attuale e prevista, sta velocemente prosciugando le scorte di beni, soprattutto di materie prime, semilavorati o componenti. Carenze che sono a livelli che non si vedevano da tempo e che sollevano la preoccupazione che un’economia globale in rapida ripresa alimenti l’inflazione. L’esempio più lampante si ha nel settore dei trasporti, che non deve solo fare i conti con la capacità di stoccaggio delle merci e delle componenti all’interno del sistema di trasporto mondiale, ma anche con gli eventi avversi che si sono susseguiti negli ultimi mesi come il blocco di marzo del canale di Suez. Le conseguenze? Prezzi delle materie prime in forte ascesa: il petrolio è già ai livelli pre-crisi e viaggia intorno ai 70 dollari a barile.

Non solo pandemia: anche prima i prezzi dei trasporti salivano vertiginosamente
Sono anni che le associazioni dei consumatori lamentano un caro trasporti che pesa sempre più sui consumi degli italiani. Infatti, osservando le variazioni di prezzo nel settore trasporti nel 2020 notiamo che è il comparto dove i prezzi al consumo hanno alzato maggiormente la testa.

Il trasporto su rotaia registra un +14,3% e quello aereo addirittura un +23,3% su base annua: sono cifre che non si vedono in nessun altro settore e che incidono sulla spesa dei nostri spostamenti, che siano per andare al lavoro, tornare a casa o viaggiare. Per esempio, su un biglietto aereo di 80 euro pagato nel 2019 nel 2020 si dovrebbero aggiungere ben 18 euro in più. E di anno in anno i prezzi continuano ad aumentare. In questo caso parliamo di prezzi per passeggerei: contando anche il trasporto merci, il caro trasporti materializza aumenti di prezzo in quasi tutte le categorie di beni.


Le conseguenze dell’aumento dei prezzi delle materie prime
La conseguenza più importante si riflette nei prezzi finali pagati dai consumatori: un aumento che, sempre secondo l’Istat, non si vedeva da almeno dieci anni. Le associazioni dei consumatori precisano che l’aumento dei beni energetici genererà una stangata su carburanti, luce e gas. La benzina salirà nel 2021 del 16,1% su base annua, il gasolio del 15,1%, la luce del mercato libero del 9%, il gas del mercato libero del 16,4%. Per le famiglie tutto questo si tradurrà in aumento del costo della vita di 461 euro l’anno, dei quali 226 per i trasporti. Secondo il Codacons l’aumento di spesa per i soli spostamenti sarà in media di +166 euro annui.
Ma la crescita dei prezzi dei beni energetici non si fermerà alla voce spostamenti, coinvolgerà anche le spese fisse delle famiglie legate ad abitazione, acqua, elettricità, un comparto che ha infatti registrato a maggio un aumento del +5,8% rispetto allo stesso mese del 2020.

Il caro trasporti è qui per rimanere
Ma il rischio di inflazione deriverà da una forte crescita del PIL accompagnata da un calo della disoccupazione e da un aumento dei consumi, o al contrario da fattori esogeni che portano ad un aumento dei costi di produzione? Un certo livello di inflazione è sopportabile se è il corollario di una forte crescita economica. D’altra parte, è necessaria la massima attenzione se l’aumento dei prezzi è la conseguenza dell’aumento dei costi della manodopera qualificata, dell’energia, delle materie prime, dei trasporti e di un aumento dei costi di produzione, in seguito a nuove norme sanitarie e ambientali.
Le prime osservazioni sono piuttosto preoccupanti per quanto riguarda il prezzo degli input. Secondo i prezzi spot scambiati sulle borse di New York, Londra e Parigi, il petrolio greggio (WTI) è aumentato del 105% negli ultimi 12 mesi. La tendenza è la stessa per il settore del trasporto aereo internazionale di merci con un aumento del 61% sul corridoio Asia-Europa tra febbraio 2020 e febbraio 2021. Tutto questo non fa ben sperare per le aspettative d’inflazione nel breve periodo.

Come difendersi dal caro trasporti?
Naturalmente, la strada migliore non è quello di evitare ogni spostamento. Come fare allora a bilanciare una risalita tanto considerevole? Come abbiamo precisato negli scorsi articoli, la soluzione migliore è quella di affidarsi alla pianificazione finanziaria. Con i giusti investimenti si potrà infatti controbilanciare la perdita di potere d’acquisto che si materializza quando i pezzi dei beni salgono. Tendenzialmente i rendimenti che si possono ottenere sui mercati finanziari riescono a tamponare efficacemente l’aumento dei prezzi che si ha di anno in anno. Basta parlarne con il proprio consulente e iniziare a progettare un piano d’azione in linea con profilo di rischio, spese e obiettivi.

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