Overconfidence e investimenti: come gestire la troppa fiducia in noi stessi?

Contenuto elaborato da AdviseOnly.com per Fineco Bank

Avere fiducia in sé stessi è sicuramente una delle qualità più funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi, ma spesso l’eccessiva autostima ci spinge ad assumere troppi rischi, soprattutto quando si parla di investimenti.  L’overconfidence infatti si verifica quando sovrastimiamo le nostre capacità previsionali e pecchiamo di presunzione, illudendoci di avere il controllo della situazione. Questo specifico bias cognitivo colpisce la gran parte degli individui, professionisti e non, e si sviluppa nel tempo. Questo significa che una persona si attribuisce caratteristiche errate man mano che la sua esperienza in un certo campo aumenta, alimentando così l’iper-sicurezza. In ambito finanziario? Può costarci cara, poiché ci porta a sovrastimare la nostra abilità nell’identificare investimenti vincenti.

Come riconoscere che stiamo peccando di troppa autostima?
Partiamo da un semplice presupposto: in borsa l’esperienza non sempre ripaga. Questo perché è sistematicamente impossibile capire quali azioni batteranno il mercato. Le variabili in gioco sono troppe e spesso imprevedibili. Sovrastimare le proprie abilità di scegliere i titoli e prevederne le performance, pensando che non ci saranno mai sorprese è un esempio di overconfidence, come anche sopravvalutare la nostra capacità di valutare la situazione rispetto agli altri investitori, pensando di essere più bravi ad analizzare i dati pubblici e a “fiutare” i segnali di un imminente crollo/rally di un titolo.

Quali sono gli effetti sui nostri investimenti?
Quando prendiamo una decisione di investimento capita di non optare per la scelta ottimale, questo perché spesso la nostra parte razionale è pesantemente influenzata dalle emozioni. Un investitore “accecato” dall’overconfidence potrebbe ad esempio assumersi più rischi del necessario, o movimentare il portafoglio troppo spesso. Tutti questi pensieri ci portano a compiere scelte finanziarie inadeguate – che molte volte si traducono nell’assunzione eccessiva di rischio, come ad esempio:

  • Errori di market timing. Chi è troppo sicuro delle proprie capacità tende a esagerare nella compravendita di breve periodo, con un impatto negativo sulla performance di lungo termine.
  • Basare le scelte sulla performance passata. Un’eccessiva sicurezza può portarci a fidarci acriticamente di un determinato indicatore, che in realtà non dà alcuna garanzia delle performance future.

  • Bassa diversificazione. Convinti delle nostre scelte, rischiamo di dimenticare i principi base di una corretta allocazione del portafoglio.

Come si può gestire l’eccessiva sicurezza quando investiamo?
Purtroppo, l’eccessiva autostima fa parte della natura umana. Tuttavia, la consapevolezza può aiutarci a gestirla meglio. Per farlo, possiamo provare a tenere a mente alcune semplici regole:

  • Compiere scelte il più possibile razionali: “partire per la tangente” è pericoloso. Meglio fermarsi a riflettere sui pro e i contro della propria idea e prendere in considerazione anche possibilità alternative.
  • Chiedere un secondo parere: il consiglio di un esperto può sempre tornare utile, anche solo per mostrarci la realtà da una prospettiva differente dalla nostra.
  • Diversificare: non concentrare tutto il rischio su singoli titoli, ma “spalmarlo” su aree e settori diversi, in modo da non trovarsi sistematicamente con tutti gli investimenti in perdita nello stesso momento.
  • Fissare obiettivi di lungo termine: investire per costruire un portafoglio pensato per poter raggiungere i propri obiettivi di lungo periodo – un’entrata integrativa per la pensione o un “tesoretto” per pagare gli studi dei figli, per esempio.
  • Non fare troppo affidamento sulle stime: meglio chiedersi come reagiremmo se queste dovessero essere disattese.

Evitare del tutto le trappole mentali è molto difficile – fanno parte della natura umana. In ogni caso, sapere della loro esistenza è già un’arma a nostro favore, che ci permette di vigilare in modo più attento sul nostro stesso comportamento. In caso di dubbi però è sempre meglio rivolgersi ad un professionista del settore, che saprà riconoscere i bias comportamentali, fornire un punto di vista alternativo e indirizzare così gli investimenti verso scelte più razionali.

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