7 consigli per investire bene nel 2022

Contenuto elaborato da Financialounge.com per Fineco Bank

Dopo un 2021 che ha premiato i portafogli esposti alle asset class di rischio (azioni, convertibili, high yield) a discapito delle asset class più prudenti (titoli governativi euro, corporate bond investment grade e strumenti monetari) gli investitori si interrogano sulle mosse giuste per l’anno appena iniziato. Ecco 7 consigli pratici per investire bene nel 2022

Performance 2021 di una selezione di asset class

ASSET CLASS PERFORMANCE 2021 IN EURO
petrolio Brent 83,3%
azioni USA 36,5%
azioni Italia mid cap 30,8%
azioni tecnologiche USA 30,6%
azioni internazionali 29,3%
azioni Italia large cap 23,0%
azioni area euro 20,4%
titoli di stato USA 4,8%
high yield globali 4,2%
oro 3,1%
azioni mercati emergenti 2,7%
mercato monetario euro -0,2%
obbligazioni euro investment grade -1,5%
titoli di stato Italia -3,0%
obbligazioni mercati emergenti -4,0%

Fonte: elaborazioni su dati MoneyMate

#1 Diluire il rischio
La prima regola ‘aurea’ resta sempre la diversificazione. Ovvero l’attenzione a frazionare le scelte di portafoglio in modo da diversificare il rischio e, al contempo, intercettare le varie opportunità sul mercato. In questo modo è possibile navigare sia nelle fasi con il vento in poppa (partecipando al rialzo dei listini), che in quelle tempestose (quando occorre essere protetti dalla volatilità elevata) e persino con la bonaccia (capitalizzando anche le minime variazioni di prezzo). Non è semplice ma con l’ausilio di un consulente di fiducia è possibile allestire un portafoglio ben differenziato e durevole.

#2 Un occhio attento ai settori più “caldi”
Quali settori di mercato, nel 2022, si candideranno a proseguire il trend positivo degli ultimi tempi? Come sempre è impossibile fare previsioni. Certamente il contrasto alla pandemia ha messo sotto i riflettori il settore della salute e della farmaceutica rendendolo un pilastro nell’ambito dei portafogli azionari. È supponibile che gli investimenti a livello mondiale sull’healthcare continueranno a essere ingenti e non soltanto per i vaccini e le cure per il Covid-19, ma anche per contrastare l’invecchiamento della popolazione occidentale, per la telemedicina, per le cure oncologiche. Risorse che assicurano alle aziende del settore una crescita strutturale dei profitti. La stessa dinamica che si riscontra nella tecnologia che beneficia dei trend già presenti prima del Covid-19 e che la pandemia ha accelerato: l’e-commerce, la cybersecurity, lo smart working, il gaming, il cloud computing, la blockchain.

#3 Guardare all’Europa del futuro
A proposito di temi caldi, la transizione energetica rappresenta uno dei grandi megatrend del prossimo decennio. Un tema di investimento che, alla luce dell’imponente piano Next Generation UE, vede l’Europa nel ruolo di leader a livello mondiale nel contrasto al cambiamento climatico. Guardare all’Europa del futuro significa tenere d’occhio settori che più degli altri beneficeranno di questo megatrend, ovvero utilities, impiantistica, costruzioni, infrastrutture, real estate, fintech, insurtech, società di servizi di nuova generazione, biotecnologia. Con un ulteriore vantaggio: le valutazioni azionarie europee risultano convenienti rispetto a quelle statunitensi.

#4 L’Italia sempre in pole position
Il vento a favore dell’Europa spira anche a vantaggio dell’Italia. Anzi, il nostro Paese, dopo alcuni decenni di apatia, guida la ripresa dell’economia del Vecchio Continente come dimostra la crescita del PIL nel 2021 (+6,3% l’ultima stima Ocse). Un contesto favorito dalla stabilità e dall’autorevolezza del Governo Draghi che ha saputo muoversi nell’angusto sentiero della gestione della pandemia e della riapertura dell’economia, rilanciando le potenzialità inespresse del sistema Paese. Gli ingenti investimenti previsti dal PNRR dovrebbero consentire all’Italia quel salto di qualità che le permetterà di raggiungere standard più elevati e competitivi grazie anche alle tanto attese riforme strutturali. Uno scenario nel quale a beneficiarne saranno soprattutto le multinazionali tascabili, le mid e small cap più rappresentative delle eccellenze del made in Italy.

#5 Non troppa liquidità
Come tradurre in pratica le idee di investimento 2022 fin qui elencate? Innanzitutto è indispensabile una gestione della liquidità. Disporre di contanti e strumenti monetari non è sbagliato, ma se la quota ad essi destinati è significativa costituisce una zavorra per l’intero patrimonio. Soprattutto alla luce dell’aumento dell’inflazione che in Italia a novembre ha toccato il +3,7%. Se, per esempio, il nostro patrimonio complessivo ammontasse a 200 mila euro e il 32,2% (come la media delle attività finanziarie delle famiglie) fosse in contanti e strumenti monetari, tenere ferma la liquidità per un anno costerebbe 2.380 euro in termini di perdita di potere d’acquisto. Non esiste una percentuale giusta di liquidità per tutti i risparmiatori. Tuttavia, un buon consulente finanziario è in grado, grazie all’analisi di tutte le entrate e le uscite previste dall’investitore, di pianificare le diverse esigenze familiari e di individuare la quota adeguata di liquidità.

#6 Azionario imprescindibile
Per ricavare rendimenti di una certa consistenza, l’azionario è imprescindibile. Infatti, se anche si riesce a ritagliare la giusta dose di liquidità e a stabilire la corretta diversificazione nel reddito fisso, al massimo si possono limitare i danni ma è quasi impossibile ottenere un rendimento reale positivo (al netto cioè dell’inflazione). L’unica strada è destinare una percentuale all’azionario. Ragionando in un’ottica di medio/lungo periodo è possibile avvantaggiarsi della naturale tendenza alla crescita dell’economia globale e dei mercati mondiali, che riflettono la ricerca di benessere dell’umanità tutta.

#7 Investire con metodo
Oltre ai preziosi consigli di un consulente finanziario, l’investitore può affidarsi alla formula dei Piani di Accumulo (PAC). Frazionando gli investimenti nel tempo è infatti possibile disinteressarsi del momento in cui si inizia ad investire perché anche se si dovesse entrare in un punto di massimo del mercato – come potrebbe essere quello attuale per le Borse – e accadesse una correzione si tratterebbe di investire solo una piccola percentuale del capitale: dal mese successivo si acquisterebbero quote con uno sconto, mediando quindi il prezzo dell’investimento. Una soluzione che consente di trasformare un calo di Borsa in una conveniente occasione di acquisto che permette, non solo di partecipare al trend rialzista di lungo termine dei mercati finanziari, ma anche di ottimizzare il rendimento dell’investimento.

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