Fineconomy - Ucraina, borse in fibrillazione. Ecco perché conviene mantenere la calma
Scenari e Mercati25/02/2022

Ucraina, borse in fibrillazione. Ecco perché conviene mantenere la calma

Lo sappiamo, a volte è difficile restare calmi quando le Borse scendono. È una reazione naturale, che però ci rende facili prede del panico. Con tutte le sue conseguenze. Dobbiamo invece prendere atto del fatto che la volatilità sui mercati finanziari è inevitabile: non c’è modo di eliminarla, perché è parte integrante del “gioco”. Bisogna però sapere che nei momenti di forte volatilità la nostra mente può giocarci brutti scherzi, facendoci perdere non solo la calma, ma anche l’aderenza ai nostri obiettivi d’investimento. E questo, presto o tardi, si rivela un problema. Ecco perché conviene sempre e comunque mantenere la calma

I mercati finanziari sono volatili? La storia ci dice di sì
Analizzando circa 150 anni di storia, vediamo come gli alti e bassi dei mercati siano fisiologici. Le Borse si sono sempre riprese, raggiungendo alla fine nuovi massimi. Storicamente, i mercati hanno dovuto affrontare diversi periodi di elevata turbolenza, tra i quali spiccano i sell-off (vendite massicce con caduta dei valori) associati all’inizio della Prima Guerra Mondiale, alla Grande Depressione, alla recente Grande Crisi legata al fallimento di Lehman Brothers e per ultima alla crisi innescata dalla pandemia. Vale la pena di sottolineare come il mercato azionario statunitense in quei periodi abbia ottenuto un rendimento reale (cioè corretto per l’inflazione) medio annuo del 6,5%. Ed è proprio quello che abbiamo visto nel 2020. Dopo un calo del 20% (in termini reali) da dicembre 2019 a marzo 2020, i listini si sono completamente ripresi nei mesi estivi, tornando rapidamente ai livelli precedenti al crollo.

Ma è possibile gestire la volatilità?
Se si vuole investire con serenità nei mercati finanziari, bisogna familiarizzare e imparare a convivere con la volatilità. Infatti, nolenti o volenti, i mercati sono un sistema complesso (nel senso matematico del temine), come la biosfera, i social network o il traffico metropolitano, e i sistemi complessi passano rapidamente da fasi di tranquillità a fasi di estrema euforia o crash. Ma se manteniamo la calma, come abbiamo visto i risultati si vedono. Che fare quindi per evitare che la nostra emotività ci metta i bastoni tra le ruote spingendoci fuori strada rispetto ai nostri obiettivi di investimento?

Gestire l’emotività: andiamo oltre i nostri bias
Nella teoria sappiamo che le nostre decisioni di investimento sono influenzate dalle emozioni, ma rendersene conto nel momento in cui ciò accade non è così semplice. Eppure, riconoscere i propri “bias cognitivi”, specialmente quando i mercati ballano, può essere utile per cercare di mitigarne l’effetto. In che modo? Per esempio trasformandoli in chiave positiva. Prendiamo l’ansia: diversi studi hanno dimostrato che i sentimenti innescati dall’ansia sono molto simili a quelli dell’eccitazione. Allora invece di lasciarsi prendere dall’ansia per il calo di un titolo in un momento di volatilità, proviamo a lasciarci andare all’eccitante tentazione di comprare a sconto e ottenere guadagni importanti.
Se investire richiede una certa capacità di sopportare fasi di oscillazione dei mercati, è bene sapere che oggi è anche possibile gestire il rischio, sia con una buona diversificazione di portafoglio, sia con tecniche di gestione attiva.

Le strategie per superare le turbolenze sui mercati
Prima che la volatilità esploda, quando ancora la situazione è tranquilla, potrebbe essere utile dividere i propri risparmi in base agli obiettivi cui sono destinati. Questa strategia ci aiuta a restare focalizzati sugli obiettivi di lungo termine anche quando le cose si mettono male: il pensiero che liquidare un determinato investimento significa togliere soldi al fondo per l’università dei nostri figli può essere un buon deterrente.
Un’altra strategia utile per resistere alla tentazione di vendere quando ormai la volatilità è scoppiata è cercare di ricordare come è andata a finire in passato quando i mercati hanno attraversato momenti bui. La storia ci insegna infatti che, sui mercati, dopo ogni discesa c’è sempre una risalita. E se proprio con le parole non funziona, possiamo cercare, in fasi non sospette, di rallentare la nostra possibilità di azione per difenderci da noi stessi nei momenti di difficoltà. Come? Creandoci delle barriere che ci rendano più complessa la vendita dei nostri investimenti (per esempio accordandoci col nostro consulente, ben prima che le borse inizino a stornare, per aspettare tre giorni prima di eseguire un eventuale ordine di vendita).

Mantenere la calma e parlare con il proprio consulente
Vendere tutto in un momento di panico sui mercati serve solo a monetizzare una perdita. Ma non è facile mantenere la rotta quando i mercati crollano e tutti vendono. Proviamo allora ad aiutarci con qualche strategia da mettere in atto prima del momento critico. Un’idea potrebbe essere quella di scrivere “una lettera a noi stessi”, in cui spieghiamo quali sono i nostri obiettivi di investimento, quali le cose che riteniamo importanti nella gestione delle nostre finanze e perché abbiamo deciso di investire sui mercati finanziari: va scritta in un momento di calma e di ottimismo e riletta prima di concretizzare la decisione di vendere sull’onda del panico. Ma i nostri condizionamenti psicologici, sociali e culturali sono parte di ciò che siamo e, proprio come la volatilità, sono ineliminabili. Soprattutto nel pieno della tempesta. Quello che possiamo fare è rivolgerci al supporto esterno – e oggettivo – di un consulente finanziario che potrà aiutarci a mantenere la calma e a gestire al meglio le situazioni di stress sui mercati.


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