La lezione dei mercati a oltre un anno dal Covid

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Pensiamo alla situazione di un anno fa: eravamo in lockdown da più di due mesi e la pandemia ci aveva travolto, influenzando ogni aspetto della nostra vita. Anche i mercati finanziari ne sono stati spiazzati e i cali si sono fatti sentire. Ma le Borse si sono riprese straordinariamente bene e molto velocemente. Così gli investitori che sono riusciti a mantenere la calma hanno potuto recuperare praticamente tutte le perdite e goduto di un rally sui mercati che non si vedeva da tempo

Poco più di un anno fa, il 23 marzo 2020, il mercato azionario statunitense aveva toccato il fondo dopo che l’epidemia di coronavirus aveva portato a un mese turbolento con oscillazioni selvagge in entrambe le direzioni. Alla fine di ottobre 2020, il coronavirus ci sembrava di nuovo fuori controllo. Il numero di casi era aumentato vertiginosamente e i contagi si diffondevano nuovamente a macchia d’olio. I listini traballavano, mentre le elezioni americane dividevano gli elettori, alimentando i timori di una crisi economica prolungata. Per gran parte del 2020, le cattive notizie hanno continuato ad arrivare. Eppure, il mercato azionario si è ripreso negli ultimi 12 mesi come non era mai successo prima, innescando alcuni dei rally più importanti nella storia. Ad oggi il mondo è ancora alle prese con un’economia da rilanciare, ma i prezzi delle azioni sono vicini ai massimi storici.

La maggior parte dei listini si è ripresa dallo shock di marzo 2020
Secondo Morningstar, l’indice azionario global markets è salito di circa il 50% in euro dai minimi di inizio pandemia. Hanno recuperato anche i benchmark europei, compreso il nostro FTSE MIB, che ha registrato un +57% in solo nove mesi dal minimo del 21 marzo 2020. Un lungo e proficuo rally che ha riportato i listini sui livelli precedenti, distribuendo guadagni a chi ha avuto la freddezza di rimanere investito. Lo testimonia il fatto che la crisi di Wall Street è stata la più breve nella storia americana.
I listini si sono completamente ripresi, tornando rapidamente ai livelli precedenti al crollo. Stando ai dati riportati da Bloomberg, novembre, ad esempio, è stato uno dei migliori mesi mai registrati sul comparto azionario americano. L’S&P 500, con un +8,8%, ha registrato il suo miglior novembre dal 1980. Il Russell 2000, in crescita del 16% in 15 sessioni di trading, ha avuto il suo miglior mese in due decenni, mentre le azioni cosiddette “value”, ossia quei titoli di società che operano in settori merceologici piuttosto stabili, hanno preso la strada di una delle loro più grandi rinascite.

I mercati si sono ripresi a una velocità mai vista prima: perché?
Sostanzialmente, perché le più grandi banche centrali del mondo hanno ridotto a zero i tassi d’interesse e hanno stampato denaro come mai prima d’ora grazie allo strumento del Quantitative Easing. Questo ha aiutato ad abbassare i tassi d’interesse di mercato e pompato denaro nell’economia (attualmente le banche centrali possiedono 24 trilioni di dollari in attività finanziarie). Dove va a finire tutto quel denaro extra? Una parte viene presa in prestito per investimenti nazionali. Ma una parte molto grande trova la sua strada nei mercati finanziari e nel settore immobiliare.
Conseguentemente, gli investitori di tutto il mondo hanno preso posizioni rialziste sui mercati. Solo a novembre, i fondi comuni di investimento a lungo termine e i fondi negoziati in Borsa hanno registrato circa 20 miliardi di dollari di afflussi in sole due settimane, l’importo più consistente in quattro anni. A fine 2020, l’S&P 500 e il Nasdaq sono addirittura saliti rispettivamente del +76% e del +95%, uno dei migliori anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Non tutti i settori sono stati colpiti dalla crisi
Inoltre, non tutti i settori hanno riportato perdite durante la pandemia. Lo smart working e il confinamento a casa hanno infatti accelerato alcuni trend, come l’intrattenimento digitale e gli acquisti da remoto, di cui hanno beneficiato in particolar modo i colossi tecnologici. Ma non solo tech: anche i settori della farmaceutica e delle biotecnologie ne hanno beneficiato. Il mercato potenziale dei medicinali per la cura dei malati di Covid potrebbe valere 10 miliardi di dollari nel 2021 con ottime opportunità per gli anni a venire.
Non tutte le aziende, quindi, hanno sofferto la pandemia, comprese quelle a grande capitalizzazione come Apple, Amazon e Microsoft, che sono state risparmiate e ne hanno persino tratto profitto. Ma la ripresa è stata tutt’altro che uniforme, e molti settori – in particolare l’aerospaziale, i viaggi, le banche, le assicurazioni, il petrolio e il gas – sono rimasti significativamente in calo rispetto ai loro picchi pre-pandemici. Ma ci si attende comunque un recupero non appena la socialità ripartirà.

Una storia di resilienza e speranza
L’anno finanziario appena trascorso racconta insomma una storia di resilienza e speranza, offrendo la promessa di nuova crescita dall’altra parte del lungo e buio tunnel in cui ci ha messi il virus. Oggi la speranza è di una ripresa economica alle porte. Le recenti stime sull’economia mondiale prodotte dal Fondo Monetario Internazionale (+6% di crescita globale nel 2021) hanno fatto correre i listini, soprattutto quelli americani ed europei, che questo mese hanno ha aggiornato nuovi record, superando quelli registrati prima della pandemia. Insomma, la ripresa sembra veramente alle porte e con essa si aprono le opportunità per gli investitori.

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