Fineconomy - Ripresa e anno nuovo: healthcare e tech non intendono fermarsi
Scenari e Mercati19/01/2022

Ripresa e anno nuovo: healthcare e tech non intendono fermarsi

In un anno di ripresa economica che non è sempre stato facile, tra nuove chiusure anti-Covid e ritardi nelle catene di approvvigionamento che hanno pesato su aziende e consumatori, i colossi Big tech e molte aziende sanitarie hanno riportato profitti da record. Dall’hardware tecnologico alla pubblicità digitale fino alle potenzialità dell’RNA messaggero, durante la pandemia i giganti di questi due comparti sono cresciuti come mai prima d’ora. Chi è uscito dai mercati nel 2020, anno dell’esplosione della pandemia, e chi proprio non è entrato lasciandosi vincere dall’ansia si è perso l’esposizione a parecchi segni “più” che avrebbero conferito un interessante valore aggiunto a un portafoglio ben diversificato. Una lezione preziosa, per non commettere più gli stessi errori

Un nuovo anno è iniziato, portando con sé festeggiamenti di Capodanno costruiti intorno alle videochiamate – e alle somministrazioni vaccinali – diventate ormai “la norma” nel 2021. Parliamo di tecnologie – e misure sanitarie – inizialmente adottate in un momento in cui pensavamo che si trattasse di un’emergenza di breve durata, per poi renderci conto che in realtà sono strumenti che non ci abbandoneranno nel breve periodo. E mentre le chiusure e i ritardi nelle catene di approvvigionamento hanno pesato sui settori della vendita al dettaglio, dei servizi e dell’industria, i colossi Big tech e molte aziende sanitarie hanno riportato profitti record, continuando a crescere.

Big tech: la rivoluzione digitale è qui per restare
“A meno che tu non fossi un’azienda tech ad alta capitalizzazione, quasi niente degli ultimi due anni è stato facile”. Una frase, questa, che rispecchia molto degli ultimi anni sui mercati e non solo. Le Big tech ormai macinano guadagni senza fine. In ogni minuto dei primi tre mesi del 2021, Apple, Alphabet (proprietario di Google), Amazon, Facebook e Microsoft hanno venduto prodotti e servizi per un valore combinato di circa 2,5 milioni di dollari: parliamo di più di 1 miliardo di dollari di profitto per ogni giorno lavorativo. Dopo un anno di smart working e divertimento online in tutta l’economia globale, i risultati finanziari del 2021 erano destinati a essere forti. Ma anche gli analisti più rialzisti di Wall Street sono stati sorpresi dalla velocità con cui queste aziende hanno guadagnato, facendo presagire profitti ancora maggiori nei prossimi anni.

Apple, Facebook, Google e Microsoft ma non solo: anche le più piccole hanno sorpreso
Apple ha stupito gli investitori con una forte crescita in tutto il suo business: dagli acquirenti di iPhone che si sono aggiudicati i nuovi modelli in grado di utilizzare le reti mobili 5G più veloci al business solitamente più tranquillo che vende prodotti indossabili come cuffie e orologi.
Per Facebook e Google è stata la pubblicità online ad aver trainato i profitti. Facebook ha dichiarato che la domanda è così alta che il prezzo medio che fa pagare per gli annunci è aumentato del 30% anno su anno rispetto all’inizio della pandemia. Anche le entrate di Alphabet sono aumentate di un terzo anno su anno grazie al business pubblicitario di Google, aiutate dalla rapida crescita dei servizi cloud, che offrono alle aziende l’accesso ai data center, un business sostenuto dallo spostamento pandemico al lavoro da casa.

Microsoft non è stata da meno: l’amministratore delegato Satya Nadella ha confermato che il passaggio alla tecnologia digitale sta “accelerando” e che i profitti della compagnia sono balzati del 31% su base annua. “È solo l’inizio”, ha aggiunto.
E attenzione: i risultati eclatanti non sono stati limitati ai più grandi nomi della tecnologia. Gli analisti sottolineano infatti anche le forti prestazioni delle aziende tecnologiche più piccole, come il progettista di chip AMD o i social network Snap e Pinterest.

E il settore sanitario? Ottimi risultati e grandi potenzialità
L’healthcare rimane un settore immensamente vitale sia nel mondo che nel mercato azionario. Dalle società di biotecnologia a quelle farmaceutiche: il comparto nel suo complesso ha registrato profitti considerevoli nell’ultimo biennio. Il che si è tradotto in una grande vivacità nelle quotazioni, con rialzi importanti per molti settori nel 2021. Un settore, quello della cura della salute, che offre grandi potenzialità. Pensiamo solo a quando, poco meno di tre anni fa, Moderna stabilì il record per la più grande IPO nella storia delle biotecnologie. La startup aveva raccolto 600 milioni di dollari, con un valore di mercato iniziale di 7,5 miliardi di dollari, nonostante non prevedesse di avere un prodotto sul mercato prima del 2025, al più presto. I suoi investitori stavano facendo una scommessa a lungo termine sul potenziale di trasformazione dell’RNA messaggero (mRNA) dell’azienda. Poi la pandemia ha curvato la linea temporale: più di 250 milioni di persone in tutto il mondo hanno ricevuto un vaccino Moderna finora, e l’azienda oggi registra un impressionante margine di profitto, pari al 65%.

Nota: l’Indice MSCI World Health Care misura il rendimento dei titoli azionari globali classificati come facenti parte del settore sanitario, secondo il Global Industry Classification Standard (GICS). L’Indice MSCI World è un indice ponderato per la capitalizzazione delle società quotate in borsa in una ventina di paesi economicamente sviluppati. Comprende più di 1600 titoli rappresentativi dei principali settori dell’economia mondiale. L’indice MSCI All Country World (MSCI ACWI) è un indice sull’azionario internazionale che segue i titoli azionari di 23 paesi sviluppati e 25 mercati di paesi emergenti.

Perché mantenere l’attenzione sul settore sanitario?
La salute e la sicurezza pubblica sono attualmente in primissimo piano, e non solo sulle prime pagine dei grandi quotidiani. In uno scenario nel quale si prevede che i costi sanitari nazionali raggiungeranno i 6,2 trilioni di dollari entro il 2028, l’accelerazione dell’innovazione sanitaria dovrebbe essere una priorità assoluta anche per quegli investitori che cercano di diversificare i loro portafogli nel settore sanitario.
Come ha dimostrato la pandemia di Covid-19, l’industria sanitaria può progredire rapidamente e adattarsi alle emergenze. Non solo: alla luce di una popolazione mondiale che sta invecchiando, di tassi di obesità che stanno aumentando e di un effetto ricchezza che sta facendo salire la spesa per la sanità, non è irragionevole aspettarsi un incremento della domanda per l’assistenza sanitaria. E con l’innovazione tecnologica che spinge quella dell’healthcare, le possibilità di miglioramenti rivoluzionari sono costantemente all’orizzonte: le Big tech sono pronte a fornirci ogni strumento in tal senso.

Per cogliere le opportunità serve esserci
Negli ultimi 15 anni, il comparto di cura della salute ha cumulato una performance interessante rispetto all’indice mondiale MSCI World, come si può vedere dal grafico precedente. Mentre il Nasdaq 100, indice rappresentativo del settore tecnologico, ha registrato in un anno un incremento del +38% del suo valore. Chi finora ha mancato l’esposizione a due comparti sempre più protagonisti non solo in Borsa ma nella nostra quotidianità può imparare la lezione ed evitare di commettere di nuovo lo stesso errore. Come?
Certamente tenendo sempre a mente che un buon piano d’investimento è ben diversificato, ma soprattutto collocandosi in un’ottica di medio lungo periodo: l’importanza di un corretto orizzonte temporale è massima perché consente di beneficiare della naturale tendenza dell’economia mondiale verso la crescita, ancor di più in considerazione dell’ampia gamma di opportunità si sta stagliando all’orizzonte, in un futuro che è molto meno lontano di quel che, forse, potremmo oggi immaginare.


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