Fineconomy - Dagli scontri ai prezzi record: come affrontare la tempesta
Scenari e Mercati06/04/2022

Dagli scontri ai prezzi record: come affrontare la tempesta

Cosa sta accadendo nell’ultima settimana di guerra e crisi energetica?
I colloqui diplomatici non fermano la guerra in Ucraina con i soldati russi che si concentrano sul Donbas. Sotto pressione le materie prime, con i prezzi in salita a causa dalla spinta inflazionistica. Caro-energia al centro del prossimo Consiglio europeo

Dopo più di un mese dallo scoppio della guerra in Ucraina, i colloqui per trovare una soluzione diplomatica al conflitto vanno avanti ma senza progressi significativi. Il presidente ucraino Zelensky in tv: “Per il momento dai colloqui solo parole, niente di concreto. L’Ucraina si sta preparando per gli attacchi russi al Donbass”. Al centro delle trattative tra Mosca e Kiev per trovare una bozza di accordo ci sono sempre la Crimea e il Donbass. Entro due settimane, intanto, potrebbe esserci una riunione dei ministri degli Esteri di Russia e Ucraina, secondo quanto riportato dal ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

Le Borse attendono segnali chiari
La direzione ancora poco chiara dei negoziati tra Mosca e Kiev non favorisce l’ottimismo degli investitori. Le Borse restano caute, in attesa di segnali più decisi dal fonte diplomatico. Dall’inizio del conflitto e dai minimi toccati il 7 marzo da molti listini, le Borse hanno però messo a segno notevoli recuperi. I listini globali hanno recuperato in totale quasi l’8%, riportandosi di fatto sui livelli pre-guerra. Il conflitto in Ucraina ha un impatto rilevante anche sui prezzi delle materie prime, soprattutto sull’energia, già interessata dalla consistente spinta inflazionistica.

Materie prime sotto pressione
Negli ultimi giorni il petrolio ha rallentato la sua corsa, con il Brent in calo del 3,6% e il Wti in discesa del 4,7%. A contribuire al calo del greggio, oltre alle speranze di una tregua militare, anche la volontà degli Stati Uniti di raffreddare i prezzi dell’energia, usando le riserve strategiche. In ribasso anche le quotazioni del gas in Europa. E dopo 18 mesi calano i prezzi delle bollette di aprile: -10,2% luce e -10% gas. Gli effetti della guerra in Ucraina hanno impatti anche sul costo del grano. I prezzi dei futures alla Borsa di Chicago sono crollati dell’8% la scorsa settimana, sotto quota 10 dollari per bushel, per la prima volta da inizio mese. Le quotazioni restano però ancora alte: +15% rispetto al periodo pre-guerra. Rincari anche per i prezzi di frumento e mais, oltre a quelli di acciaio e nichel, con rialzi di oltre il 200%.

Consiglio europeo sull’energia
L’aumento del costo dell’energia ha spinto sia il governo italiano che l’Europa a intervenire. In Italia sono state tagliate le accise sul gas e sulla benzina, mentre a livello europeo, non è bastato l’ultimo Consiglio europeo per trovare un accordo. Resta ancora aperta la possibilità di separare il prezzo dell’energia generale da quello del gas, su cui la Commissione europea si è impegnata a proseguire il confronto nel prossimo incontro di maggio. Intanto l’Unione europea cerca di limitare la dipendenza dal gas russo – soprattutto dopo la richiesta di Putin di pagarlo in rubli -, aumentando gli acquisti di Gnl (gas naturale liquefatto) dagli Usa di 15 miliardi di metri cubi già quest’anno.

Inflazione record a marzo
Non si arresta la corsa dei prezzi che aumentano per il nono mese consecutivo. Secondo le stime preliminari, nel mese di marzo 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell’1,2% sa base mensile e del 6,7% su base annua. I dati sono quelli dell’Istat che precisa come un livello così alto non si registrava dal luglio 1991. In un contesto dove la spinta inflazionistica è destinata ad aumentare ulteriormente nelle prossime settimane, anche i risparmiatori si interrogano sulle scelte da compiere per mettere al riparo il proprio portafoglio di investimento.

Come proteggere i risparmi
L’unico modo per proteggere i risparmi dagli effetti dell’inflazione è investirli. Meglio puntare su un portafoglio diversificato e su un orizzonte temporale di medio-lungo termine. Questo anche perché, la storia insegna, dopo ogni forte ribasso in Borsa, negli ultimi 20 anni, Covid compreso, c’è stato un rapido recupero. Tra le soluzioni da valutare, in momenti di forte volatilità sui mercati, c’è anche il Pac (Piano di accumulo capitale) che consente di limitare le oscillazioni dei listini con ingressi sul mercato scaglionati nel tempo. Da evitare, come sempre, scelte guidate dall’emotività che, quasi sempre, si rilevano sbagliate e fanno perdere valore ai propri investimenti.