Perché è ora di guardare al mercato cinese

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Qual è l’allocazione dei vostri investimenti sul mercato cinese? Molti di voi risponderanno: poco o niente. Sì perché finora la Cina ha rappresentato per noi investitori occidentali un mondo troppo “esotico” e non del tutto accessibile. Oggi però le cose sono cambiate: l’economia del Dragone, sempre più orientata al consumo, offre interessanti opportunità d’investimento sia azionario che obbligazionario, in un mercato vasto, liquido e ora realmente accessibile. Un mercato che offre chiari vantaggi di diversificazione, possibili guadagni e la cui economia si mostra la sola resiliente anche durante crisi come quella che stiamo vivendo

Se per anni abbiamo guardato alla Cina come a un mercato in via di sviluppo, ora la situazione è molto diversa. Parliamo infatti di un’economia che raggiungerà lo status di prima potenza economica mondiale entro il 2030, sorpassando addirittura quella degli Stati Uniti. Tutto questo con ben cinque anni di anticipo rispetto al previsto. Questa è la previsione del Center for Economics and Business Research, che stima come il Dragone asiatico crescerà nei prossimi anni a un ritmo del 5,7% dal 2021 al 2025, e del 4,5% annuo dal 2026 al 2030. E gli Stati Uniti? Si dovranno accontentare di un 1,9% tra il 2022 e il 2024, per poi scendere all’1,6% negli anni successivi. Per non parlare del superamento della crisi determinata dalla pandemia: la Cina attualmente sembra l’unico grande Paese a essersi egregiamente lasciato alle spalle l’emergenza pandemica. Un aspetto che traspare anche dai dati economici, considerando che il suo Prodotto Interno Lordo è cresciuto perfino nel 2020 (+2,3%) e nel corso del 2021 gli analisti prevedono un’accelerazione fino all’8%.

La transizione verso un’economia dei consumi
La quota della Cina nell’economia mondiale è salita da appena il 3,6% del 2000 al 17,8% di oggi e il Paese diventerà un’economia ad alto reddito entro il 2023. L’economia cinese non sta solo beneficiando del fatto di aver saputo controllare la diffusione del SARS-CoV-2 in anticipo, ma anche di una politica industriale “aggressiva” che sostiene segmenti decisivi come quello della produzione di batterie per veicoli elettrici (EV) o dei chip semiconduttori, in grado di influenzare pesantemente l’economia globale.

Ma non è solo la sua produzione industriale a crescere: c’è tutto un mercato interno pronto a esplodere. Negli ultimi due decenni, il PIL pro capite è praticamente decuplicato. Questo dovrebbe portare la Cina alla transizione verso un’economia basata sui consumi, con conseguenti interessanti opportunità a livello azionario. La classe media cinese, infatti, sta cominciando a comportarsi in modo simile alle sue controparti in tutto il mondo in termini di consumo di beni e servizi. La crescita della sua spesa è stata guidata principalmente dai consumatori nella fascia di reddito medio-alta, che hanno una quantità significativa di reddito disponibile.

Per esempio, le vendite di veicoli in Cina sono cresciute continuamente per 26 anni consecutivi fino a oggi e il mercato cinese rappresenta circa un terzo delle vendite globali. Un mercato vasto e liquido e che a livello finanziario offre un migliore potenziale di rendimento e vantaggi di diversificazione.

Il mercato finanziario cinese: resilienza, stabilità e rendimenti
La resilienza e la crescita della Cina l’hanno messa sul radar di molti gestori azionari a caccia di potenziale interessante. E qui non sembra mancarne. La quota della Cina negli indici del mercato azionario globale è ancora indietro rispetto alle sue dimensioni e alla sua importanza economica, considerando che parliamo del Paese che probabilmente supererà gli Stati Uniti come la più grande economia del mondo in termini assoluti nei prossimi 15 anni. Inoltre, la Cina è sede di alcuni dei più grandi mercati azionari e obbligazionari del mondo e offre una crescita economica nominale superiore rispetto ad altri mercati da qui a 15 anni.

Combinando queste caratteristiche con l’abbondanza di opportunità della domanda interna e del mercato onshore – in particolare nella digitalizzazione, nel software, nell’assistenza sanitaria, nei veicoli elettrici, nell’intelligenza artificiale e nelle infrastrutture 5G, dove le aziende stanno raggiungendo la leadership nazionale e globale attraverso l’innovazione e/o il consolidamento – il mercato cinese tenderà a sovraperformare i concorrenti e a registrare una crescita superiore degli utili delle proprie aziende.

Insomma, nel corso del prossimo decennio è probabile che la Cina guadagni una fetta molto più grande dell’indice MSCI Emerging Markets e il mercato azionario nazionale diventerà probabilmente un’allocazione tradizionale per gli investitori stranieri.

Il mercato azionario cinese: diversificazione ed efficienza
Guardiamo alle performance di quest’ultimo periodo, un lasso di tempo che, seppur molto difficile, non ha creato molti problemi all’economia del Dragone cinese. La Borsa di Shanghai, per esempio, negli ultimi sei mesi ha messo a segno performance positive a doppia cifra. Il governo di Pechino, inoltre, sta profondendo grandi sforzi per far tornare a correre la sua economia, la vera locomotiva del mondo. Il mercato azionario ha percepito l’euforia intorno al Paese del Dragone, con l’SSE Composite, uno dei panieri cinesi più conosciuti, che ha ampiamente superato i 3.500 punti e continua a salire. Secondo JP Morgan, le azioni “A shares” cinesi forniscono rendimenti interessanti con una correlazione più bassa con i mercati sviluppati, il che renderà l’esposizione all’economia al di là della Grande Muraglia un’ottima opportunità di rendimento e diversificazione.

Il reddito fisso della Cina: rendimenti in un mondo di tassi prossimi allo zero
Dando un’occhiata ai mercati, si nota come il reddito fisso cinese si sia fatto molto interessante: ha rendimenti positivi. Un aspetto da non sottovalutare in un contesto mondiale che, a causa delle politiche espansive delle banche centrali, vede tassi d’interesse negativi in gran parte del mondo. Le autorità cinesi, a differenza di Stati Uniti ed Europa, hanno infatti introdotto misure di stimolo fiscale più conservative, che non hanno determinato una crescita insostenibile del credito nel sistema, stabilizzando la politica monetaria con tassi sul mercato che sono tornati al livello di circa il 3,3%.

In questa situazione, guardare verso Pechino è quasi una scelta obbligata per chi intende investire in un mercato obbligazionario altrimenti contraddistinto da tassi a zero o negativi. Oltretutto, il debito pubblico cinese, rispetto a quello dei Paesi sviluppati, in rapporto al Prodotto Interno Lordo è decisamente inferiore (poco più del 50% del PIL) ed è reso ancora più sostenibile da una crescita economica spedita. Un debito locale che, anche qui, fornisce una bassa correlazione con il mercato obbligazionario globale, rappresentando perciò un’opportunità per diversificare il portafoglio e accrescere il suo rendimento complessivo.

Come posizionarsi sul mercato cinese?
In un mondo avvolto da incertezza e paura per una recidiva del virus, l’economia della Cina sembra essere quella che in questo momento sta meglio di tutti e offre più rendimenti. Per cogliere al meglio queste occasioni, però, le analisi e i processi che guidano gli investimenti devono evolversi e riuscire ad attingere al meglio dal mercato cinese in modo bilanciato e graduale. Si può iniziare con un’esposizione progressiva al mercato cinese grazie alla costruzione da parte del proprio consulente di fiducia di un portafoglio diversificato e ben bilanciato, che permetta di cogliere le opportunità del fiorente mercato cinese.

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