Nell’economia post Covid gli investimenti ESG diventano protagonisti

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Ormai il cambiamento climatico è sotto i nostri occhi, lo testimoniano le temperature record registrate in questi giorni in zone come Canada e Siberia, dove il termometro ha quasi toccato i 50 gradi celsius. Ma non dobbiamo andare così lontano: la siccità del nostro Po, gli uragani distruttivi in Germania e l’aumento del 200% in Europa delle grandinate non lasciano spazio ad alcun dubbio. La sostenibilità è oggi l’unica strada che abbiamo per rallentare il problema ed è per questo che è sempre più al centro delle politiche economiche dei governi di tutto il mondo. E continuerà ad esserlo per gli anni a venire

Ormai tutti ne parlano: è la sostenibilità il nuovo centro di sviluppo e progresso delle economie globali. Dal green deal europeo alla rivoluzione verde targata Biden passando per l’Agenda sostenibile cinese, le tematiche ambientali e sociali sono il cuore pulsante delle politiche di sviluppo degli Stati. E la pandemia non ha fatto altro che accelerare il fenomeno, riaccendendo l’interesse dell’opinione pubblica su questi temi. Nei prossimi anni, l’Unione Europea destinerà infatti più di 1.000 miliardi di euro a queste sfide, la Cina è già sulla buona strada: con 7,92 milioni di tonnellate di CO2 ridotte, 122 milioni di alberi piantati e circa 29.653 acri di habitat naturale messi sotto protezione solo negli ultimi cinque anni. E Biden non vuole essere da meno: il presidente degli Stati Uniti vuole riaffermare la leadership americana sul contrasto ai cambiamenti climatici, raddoppiando l’impegno economico e sociale assunto dall’amministrazione Obama.

La finanza non sta a guardare: boom di flussi d’investimento nei prodotti ESG
Con tutte queste risorse messe in campo e regolamentazioni più stringenti sulle pratiche di inquinamento e inclusione sociale, anche le aziende dovranno cambiare in questo senso. E saranno proprio gli investitori a dare la spinta maggiore, indirizzando maggiori investimenti a quelle realtà che dimostreranno di saper cavalcare la nuova onda verde in arrivo. Basti pensare ai flussi record che i prodotti finanziari ESG hanno registrato nel 2020: a livello globale, governi, società e altre istituzioni hanno raccolto la cifra record di 490 miliardi di dollari l’anno scorso vendendo obbligazioni verdi. Altri 347 miliardi di dollari si sono riversati in fondi d’investimento focalizzati sull’ESG – un massimo storico – e più di 700 nuovi fondi sono stati lanciati per rispondere alla domanda verde. E anche le performance non sono state da meno: la maggior parte dei fondi indicizzati azionari ESG ha battuto i fondi indicizzati convenzionali, anche tenendo conto dei loro costi operativi relativamente più elevati.

2021: un altro anno verde da record?
Secondo molti analisti finanziari, sembrerebbe proprio di si. Moody’s Investors si aspetta che nel 2021 i flussi di denaro verso i fondi ESG non mostrino segni di rallentamento, anzi. Questo sarà l’anno della “rivoluzione verde”: tra l’elezione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il lancio di iniziative ambientali da parte dell’Unione Europea e la proliferazione di obiettivi di emissioni nette zero annunciati da governi e aziende di tutto il mondo, le vendite di obbligazioni sostenibili sono destinate a salire. Moody’s si aspetta che l’emissione di obbligazioni verdi aumenti del 39% quest’anno. Anche la domanda degli investitori per prodotti ambientali, sociali e di governance sta crescendo: secondo Morgan Stanley, il 95% dei millennial (i nati tra il 1981 e il 1996) è interessato agli investimenti sostenibili.

Esg significa anche innovazione e tech
I fondi che si definiscono sostenibili non sono necessariamente concentrati su aziende che combattono il cambiamento climatico, sviluppano turbine eoliche o promuovono consigli di amministrazione basati sull’inclusione di genere. Quando si parla di prodotti ESG si parla anche di fondi tematici che investono in nicchie di mercato come la robotica o l’intelligenza artificiale. Temi “futuristici” come la genomica e la cybersicurezza sono infatti spesso considerati ESG in quanto affrontano preoccupazioni sociali e di governance. Oltretutto, secondo uno studio condotto da Invisage per Citywire, le grandi aziende tecnologiche che ottengono un punteggio elevato sulla base di fattori ambientali, sociali e di governance superano in performance finanziaria quelle che ottengono un punteggio scarso. Si parla di quasi l’8% di rendimento aggiuntivo.

Investire nella sostenibilità

Ci troviamo di fronte a sfide sociali crescenti – il cambiamento climatico in particolare – che hanno profonde ramificazioni e implicazioni per l’economia globale e il nostro stile di vita. Ostacoli che però offrono ricche opportunità per gli investitori che sapranno coglierle. Anche lasciando da parte le considerazioni etiche, la sostenibilità è infatti un buon affare. Le aziende che mettono al centro i principi ESG beneficiano di una maggiore redditività e di valutazioni più alte. Le pratiche ESG possono aumentare la produttività, accrescere la soddisfazione dei dipendenti e migliorare la reputazione e il marchio, benefici che si traducono in un maggiore fatturato. E le performance in Borsa sottolineano come il boom ESG sia andato ben oltre l’acquisto di veicoli elettrici da parte di poche persone. Sta diventando un cambiamento di stile di vita che toccherà quasi tutti i settori della nostra economia.

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