Investire nella ricerca della felicità: come puntare sul benessere di ognuno di noi

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Le persone sono sempre alla ricerca della felicità, anche quella momentanea che arriva dagli acquisti. La ricerca di piccoli e grandi piaceri quotidiani continua infatti ad aumentare, questo grazie allo sviluppo di una nuova mentalità delle persone, soprattutto le più giovani. Oggi gli individui pensano a spendere i soldi che guadagnano e dare così vita ai propri sforzi, tramutandoli in benessere. Ne consegue che anche sui mercati i maggiori titoli legati a questo tipo di consumi continuano a registrare performance positive, dimostrandosi in molti casi anche resilienti durante le crisi economiche.

Non c’è più l’idea delle generazioni passate di “lavorare e risparmiare” dettata dalle difficoltà del dopo-guerra e dell’arretratezza economica che molti Paesi occidentali, come l’Italia, hanno sperimentato per molti decenni. Oggi le persone pensano di più alla realizzazione del proprio benessere individuale, che prende la forma molte volte di beni ed esperienze particolari. Ed ecco che la spesa per mangiare fuori, dai fast food ai ristoranti di lusso continua ad aumentare, come quella per divertimento, viaggi, cosmetica e abbigliamento. I consumi si traducono così in specifici atti che ci aiutano a soddisfare i nostri bisogni psico-fisici di base; bisogni, desideri e sogni che sono le molle alla base dell’atto di acquistare. E anche se la felicità non è in vendita, si può investire nella sua ricerca, che presuppone l’atto di acquisire oggetti ed esperienze in gradi di soddisfare la nostra voglia di serenità e benessere.

Intrattenimento fisico e digitale, non si bada a spese
Netflix, Amazon, Apple, Walt Disney, Nintendo sono solo alcuni dei colossi tecnologici di cui molti di noi non possono più fare a meno. Vendere, comprare, guardare, ascoltare e giocare: sono alla base del nostro divertimento sia dentro che fuori casa. Una fruizione sempre più “online”, soprattutto durante la pandemia. Uno studio del network mondiale Ernst & Young ha evidenziato infatti come nel 2020 i servizi on demand abbiano subito un incremento strepitoso: +700 mila iscritti per un totale di 6,8 milioni di nuovi utenti registrati su Netflix, Disney Plus, Amazon Prime Video & Co [1]. Ma il successo non è solo online. I parchi di divertimento nel mondo sono da tempo un business con un continuo trend di crescita e un giro d’affari globale che supera i 37 miliardi di euro annui, con oltre 500 milioni di visitatori l’anno nei primi 25 parchi nel mondo tra i quali figurano i più popolari e frequentati della Walt Disney Attractions [2].

Abbigliamento: da quello sportivo a quello di lusso, sempre alla ricerca del marchio
Noi italiani lo sappiamo bene: l’abbigliamento è molto importante e corrisponde oggi alla rappresentazione esteriore di chi siamo dentro (o di chi vorremo essere). Ed ecco perché molte persone non badano a spese per l’acquisto dell’outfit migliore. Ed è proprio il lusso a trainare il mercato globale. Nel 2019 il valore di mercato complessivo del top di gamma si è infatti posizionato attorno ai 1.268 miliardi di euro, registrando una variazione media annua pari al +4% a cambi costanti. Medesimo tasso di crescita per il Personal Luxury, lungo una linea di tendenza ventennale che ha visto triplicare il valore del mercato da 76 a 281 miliardi di euro [3]. In questi ultimi mesi inoltre le aziende del lusso hanno potuto contare su un solido brand e su un’efficace struttura operativa e, pur essendo esposte alle oscillazioni del ciclo economico, hanno registrato una performance positiva da inizio anno.

Dal Fast food al ristorante stellato: la ricerca del piacere nel cibo
Il piacere è qualcosa di assolutamente irrazionale, poiché coinvolge i sensi e le emozioni. Il piacere, dunque, non può essere studiato. Tuttavia, molte ricerche si stanno occupando del ruolo che ha il cibo, uno degli elementi primari del piacere umano. Il piacere evocato dal cibo, infatti, è simile a quello associato ad altri premi, ed è un’esperienza multisensoriale a cui poche volte rinunciamo. Tant’è che esistono veri e propri studi di laboratorio sul mix giusto di ingredienti che stimola il nostro cervello. Il risultato? La spesa in cibo continua a salire: le famiglie Ue ad esempio spendono 600 miliardi all’anno per mangiare fuori casa, che valgono circa il 3,8% del Pil comunitario [4]. E gli investimenti? Se avessimo comprato una sua sola azione di Coca-Cola ai tempi della sua IPO nel 1919 a 40 dollari, oggi attraverso la capitalizzazione composta avremmo 18 milioni di dollari grazie ai dividendi reinvestiti. Le azioni Coca-Cola sono infatti cresciute al punto da costituire una capitalizzazione di mercato pari circa a 180 miliardi di dollari, registrando ben 53 aumenti consecutivi dei dividendi [5].

Sport e cosmetica sempre più al centro dei nostri pensieri
Sport e cosmetica continuano ad avere una crescente importanza tra i consumatori globali. Moda, bellezza e fitness sono sempre più intrecciati nella routine quotidiana dei consumatori e i marchi dell’industria della bellezza continuano a beneficiarne. Solo in Italia nel 2018 sono stati destinati alla cura del corpo 10,2 miliardi e altri 8,6 miliardi all’attività fisica. Gli individui più interessati sono uomini e donne tra i 18 e i 34 anni. Ne beneficiano anche le interessanti evoluzioni tecnologiche: gli italiani destinano 902 milioni di euro all’acquisto di app, software e strumenti tecnologici a supporto dell’attività sportiva [6]. Una conseguenza? I millennials americani spendono oggi più soldi per il fitness che per le tasse universitarie [7].

Come investire sul benessere
Puntare su questo settore significa concentrarsi su un segmento che può riservare interessanti opportunità di investimento. Si tratta d’altra parte di una vasta porzione di mercato che coinvolge quasi ogni ambito delle nostre vite. Un comparto con un giro d’affari complessivo in continua crescita già dal 2015, tanto che negli ultimi mesi le attenzioni di banche e società d’investimento verso il settore del benessere sono aumentate considerevolmente.

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[1] EY, 2020
[2] Rapporto TEA/AECOM
[3] Osservatorio Altagamma 2019, fonte: Altagamma
[4] Eurostat, 2019
[5] Elaborazione AdviseOnly su dati storici
[6] Rapporto sull’Economia del Benessere, Philips
[7] IHRSA Health Club Consumer Report


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