Investimenti, perché è sempre sbagliato cedere al panico

Contenuto elaborato da Financialounge.com per Fineco Bank

Durante le fasi di turbolenza dei mercati gli investitori commettono spesso l’errore di farsi guidare dall’emotività e cedono al panico. Al contrario l’approccio corretto consiste nel valutare se è cambiata qualche necessità personale o familiare che giustifica la revisione del portafoglio e della strategia di investimento. In questi momenti, il pulsante di pausa, che permette di restare investiti, di riflettere sugli obiettivi da raggiungere e di approfondire con calma gli sviluppi della situazione, aiuta a prendere le decisioni personali migliori.

GRANDI CRISI DEGLI ULTIMI 50 ANNI: TEMPI E ENTITA’ DELLA RIPRESA

data massimo
pre crisi
data minimo
della crisi
data massimo
post crisi
perdita massima indice S&P 500 guadagno dal minimo S&P 500
tipo di crisi performance periodo performance periodo
Grande crisi petrolifera dic 1972 set 1974 dic 1976 -46,2% 21 mesi 69,1% 27 mesi
Stagflazione USA dic 1976 feb 1978 mar 1981 -20,9% 14 mesi 60,0% 37 mesi
Recessione USA del 1981 mar 1981 lug 1982 ago 1987 -21,3% 16 mesi 208,0% 61 mesi
Black Monday (ottobre 1987) ago 1987 nov 1987 lug 1990 -30,2% 3 mesi 54,6% 32 mesi
Recessione USA del ’90 lug 1990 ott 1990 ago 2000 -21,1% 3 mesi 398,1% 118 mesi
Scoppio bolla dot-com (2000) e attentato Torri Gemelle (2001) ago 2000 mar 2003 ott 2007 -44,6% 31 mesi 84,2% 55 mesi
Crisi mutui subprime (2007) e grande crisi finanziaria (2008) ott 2007 mar 2009 feb 2020 -56,4% 17 mesi 408,9% 131 mesi
               
Media -33,8% 15 mesi 182,4% 65 mesi

Fonte: elaborazione su dati indice S&P 500

Se scoppia un incendio in un teatro tutti si precipitano all’uscita. E’ la reazione immediata che scatta nella mente di ognuno di noi e che è alla base dell’istinto di sopravvivenza. Ed è la stessa reazione che proviamo anche quando vediamo i mercati finanziari subire rovinosi cali: inevitabilmente pensiamo ai nostri risparmi e, per proteggerli, vogliamo guadagnare l’uscita ad ogni costo.

Agire sull’emotività del momento porta a errori spesso fatali
Una situazione che purtroppo molti investitori, se non tutti, stanno affrontando da quando la diffusione del coronavirus è esplosa in Europa, con epicentro iniziale in Italia. Una triplice emergenza – sanitaria, economica e finanziaria – mai capitata prima che sta scuotendo i mercati e, a cascata, le convinzioni degli investitori. Peccato che, soprattutto quando si tratta di investimenti finanziari, agire sull’emotività del momento ci porta a vendere senza limitazione di prezzo sui minimi con il risultato di contabilizzare perdite che, spesso, sono difficilmente recuperabili. Non solo. Continuando ad agire sull’onda emotiva saremo poi portati a comperare, in futuro, sui massimi quando ci sentiremo sicuri di seguire quello che sta facendo la maggioranza degli altri investitori. Un atteggiamento che, in pratica, è l’esatto contrario di quanto una riflessione più ragionata consiglierebbe e cioè comperare sui minimi per poi vendere sui massimi.

Adottare un approccio disciplinato
Per dribblare le trappole mentali che ci spingono a commettere questi errori è indispensabile adottare un approccio disciplinato, basato su semplici punti, che deve essere rigorosamente rispettato. Un approccio che, ancora meglio se studiato e sviluppato con un consulente di fiducia, parta da un preciso obiettivo da raggiungere, per esempio l’accumulo di un capitale per gli studi superiori dei figli, piuttosto che per l’acquisto della seconda casa oppure un’integrazione alla pensione. Stabilire un target specifico che ci sta a cuore aiuta ad essere coerenti e rafforza le difese a non cedere al panico durante le fasi turbolente. Il passo successivo consiste nello studiare l’asset allocation ben diversificata per tipologie di titoli, strategie d’investimento e valute a cui deve corrispondere un adeguato orizzonte temporale. Un giardinetto finanziario che ci accompagnerà negli anni fino al raggiungimento del target prefissato.

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