Imposte di successione sempre sotto i riflettori

Contenuto elaborato da Financialounge.com per Fineco Bank

La proposta di aumentare la tassa di successione per i più ricchi torna ciclicamente sul tavolo della politica, l’ultima volta questa estate con lo scopo di generare un tesoretto destinato ai diciottenni italiani. Apparentemente accantonata, l’iniziativa ha comunque riacceso i riflettori sull’importanza della pianificazione fiscale

Imposte di successione in Italia

aliquota applicata tipologia di successione
4% per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro;
6% per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, 100.000 euro;
6% per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia;
8% per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia.
Oltre alle franchigie di 100.000 euro e di 1 milione di euro, vi è una ulteriore franchigia, pari a 1,5 milioni di euro, per i trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992. Le aliquote e le franchigie stabilite per l’imposta sulle successioni e donazioni sono state previste dall’articolo 2, comma 48, del D.L. n. 262 del 2006.

Fonte: Agenzia delle Entrate

Una proposta che ha fatto molto discutere quest’estate. L’idea è quella di alzare le aliquote sull’imposta portando dal 4 al 20% la percentuale massima di tassazione per le eredità e le donazioni tra genitori e figli superiori a 5 milioni di euro.
Un’operazione che porterebbe circa 2,8 miliardi nella disponibilità dello Stato.
Ma come funziona oggi la tassazione sulle successioni?

Il quadro attuale
Oggi su successioni o donazione di beni immobili si paga una aliquota del 4% del valore netto se l’erede è il coniuge o un parente in linea retta, con una franchigia di un milione di euro. Aliquota che sale, nel caso l’erede sia fratello o sorella, al 6% (con franchigia di 100.000 euro) ovvero senza alcuna franchigia se si tratta di un parente fino al quarto grado: in tutti gli altri casi, l’aliquota è dell’8% senza l’applicazione di alcuna franchigia.
Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici italiani, il gruppo di ricerca dell’Università Cattolica guidato da Carlo Cottarelli, l’attuale gettito dell’imposta è modesto e significativamente inferiore a quello degli altri principali paesi europei. La ragione? Anche sopra i 5 milioni di euro nel nostro paese l’aliquota di tassazione per eredità o donazioni tra genitori e figli, è attualmente al 4%, tra le più basse d’Europa: in Germania è al 30%, in Spagna al 34%, in Gran Bretagna al 40% e in Francia al 45%.

Paesi europei a confronto
Secondo l’Osservatorio, se si considera un’eredità del valore netto di 1 milione di euro lasciata da un genitore al proprio figlio, in Italia la franchigia di 1 milione è sufficiente a evitare completamente l’imposizione, mentre in Spagna l’imposta ammonterebbe a circa 335.000 euro, in Francia a 270.000, nel Regno Unito a 245.000 e in Germania a 115.000.

Eredità del valore netto di 1 milione di euro lasciata da un genitore al proprio figlio
quanto pagherebbero in:
paese imposta
Italia zero
Spagna 335.000 euro
Francia 270.000 euro
Regno Unito 245.000 euro
Germania 115.000 euro

Fonte: Osservatorio sui conti pubblici italiani

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha fatto sapere che “non è il momento di prendere soldi dai cittadini ma di darli”. Resta il fatto che la proposta ha riacceso i riflettori sull’importanza della pianificazione fiscale.

La pianificazione fiscale
Negli ultimi anni la tendenza è quella di fondere in un’unica attività la pianificazione fiscale e la consulenza finanziaria. Il risparmiatore, non essendo in possesso di adeguate competenze e professionalità, si rivolge ad un professionista del settore. Il consulente finanziario pianifica e controlla nel tempo le risorse finanziarie e gli obiettivi del risparmiatore. L’attività di consulenza deve infatti valutare tutte le possibili scelte di investimento e finanziamento e gli effetti sull’equilibrio finanziario generale per assicurare il benessere finanziario presente e futuro dell’investitore e della sua famiglia.
La pianificazione fiscale entra in gioco per ridurre o posticipare nel tempo le imposte da versare bilanciando rischi e benefici. Non è più possibile, come in passato, sfruttare un certo numero di asimmetrie di sistema, tra il trattamento fiscale in Italia e quello internazionale, che consentivano di pagare meno tasse anche senza una vera e propria pianificazione fiscale.

Dalla pianificazione fiscale a quella successoria
Oggi le norme di contrasto all’elusione fiscale sono sempre più efficaci ma il fisco offre molti incentivi e opportunità di ridurre il carico fiscale e la pianificazione fiscale è un’attività perfettamente lecita (come sancito dallo Statuto del Contribuente). Tuttavia, in un contesto di complessità crescente, la gestione della fiscalità non può essere improvvisata. Da un lato deve selezionare gli strumenti e le operazioni che consentano di pagare meno tasse fiscale sul reddito, sul patrimonio e sul trasferimento della ricchezza personale o di posticiparle. Dall’altro occorre bilanciare rischi e benefici tenendo sempre in primo piano gli obiettivi di vita, quelli che devono necessariamente guidare ogni scelta.
Per esempio, nell’ambito della protezione patrimoniale, per mettere in sicurezza il patrimonio familiare occorre innanzitutto attuare una pianificazione successoria.

L’azienda di famiglia
Se poi c’è di mezzo un’attività o un’azienda, va tracciato il passaggio generazionale: toccate ferro ma bisogna evitare salti nel buio nel caso in cui il titolare venisse a mancare. Inoltre bisogna redigere il testamento – rispettando le norme sulla successione legittima, le eventuali donazioni e i patti di famiglia – e tenere presenti i vantaggi fiscali delle polizze assicurazione sulla vita ramo I e ramo III.
Per garantire un tenore di vita adeguato alla propria famiglia in caso di incidente invalidante o in caso di premorienza entra in gioco la pianificazione assicurativa.
La pianificazione previdenziale invece deve garantire un importo mensile adeguato al proprio stile di vita nel momento in cui si andrà in pensione avendo anche cura di determinare le potenziali esigenze future.

Una visione olistica
Ciascuno degli strumenti di pianificazione finanziaria può essere allo stesso tempo uno strumento di pianificazione fiscale dal momento che i vari strumenti finanziari possono avere differenti trattamenti fiscali.
E’ importante quindi avere una visione d’insieme e agire su più fronti e, anche per questo, deve essere previsto un controllo periodico al fine di assicurare l’efficacia delle scelte operate. Vanno esaminati i risultati economico finanziari, le eventuali modifiche agli obiettivi di vita e la coerenza tra questi e gli obiettivi finanziari.
Tutte attività per cui è fondamentale il supporto del vostro consulente finanziario di fiducia.

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