Il coronavirus è l’ennesima di tante crisi nella storia

Contenuto elaborato da Financialounge.com per Fineco Bank

Se si ripercorrono le grandi crisi sui mercati finanziari degli ultimi 40 anni si scopre che sono state tutte riassorbite, anche quelle che hanno spinto gli indici particolarmente in basso: il Black Monday del 19 ottobre 1987, l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York e il fallimento della Lehman Brothers del 15 settembre 2008. L’aspetto confortante per gli investitori disorientati di oggi è che la Borsa ha saputo non soltanto recuperare i valori pre-crisi ma inanellare nuovi record, confermando la tendenza della serie storica che vede gli indici azionari mostrare un andamento tendenzialmente rialzista nel lungo termine.

La tempesta perfetta che si è abbattuta sui mercati finanziari determina una triplice emergenza sanitaria, economica e finanziaria e sta provocando un forte senso di disorientamento tra gli investitori. Una situazione resa ancora più caotica dai movimenti, caratterizzati da una volatilità estrema, che hanno interessato non soltanto le asset class rischiose (azioni, obbligazioni societarie, mercati emergenti e materie prime) ma anche l’oro che è riuscito solo in parte a svolgere il suo ruolo tradizionale di bene rifugio.

Incertezza sui tempi di recupero
Nessuno al memento è in grado di stabilire quando questa crisi raggiungerà il picco, quando verranno toccati i minimi in Borsa e quali potranno essere i tempi di recupero per il ritorno ad una certa normalità nella vita di tutti i giorni. Quel che sappiamo, però, è che non è la prima crisi nella storia. Analizzare quanto accaduto nelle crisi precedenti può fornire un contributo di chiarezza per inquadrare l’attuale situazione in un contesto storico meno contingente.

Tre grandi crisi negli ultimi 35 anni
Negli ultimi 35 anni si possono rintracciare tre grandi crisi che hanno profondamente scosso le fondamenta economico, sociali e finanziarie: il Black Monday del 19 ottobre 1987, l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, il fallimento della banca d’affari USA Lehman Brothers del 15 settembre 2008.

Il Black Monday del 19 ottobre 1987
Il 19 ottobre 1987 l’indice azionario storico Dow Jones Industial Average (DJIA) registrò in una sola seduta di Borsa una perdita del 22,61%, la più grave correzione giornaliera nei 100 anni di storia. Cosa accadde? A distanza di 33 anni non si riesce ancora a stabilire l’origine del tonfo. C’è da dire che nel decennio precedente, le quotazioni azionarie americane erano salite del 180%, e già dal mese di agosto 1987 avevano iniziato a dare segnali di instabilità. Sembra inoltre che quel giorno gli ‘stop loss’ di alcuni programmi che chiudono la transazione automaticamente al raggiungimento di un valore minimo prefissato, avessero contemporaneamente amplificato le vendite allargando a dismisura la correzione. Osservando oggi quanto accaduto, possiamo notare che la perdita massima arrivò a toccare i 31,9 punti percentuali e che ci vollero 9 mesi affinchè Wall Street riagganciò il valore pre crisi. Dopo tre anni il rendimento dell’indice di Wall Street era ancora negativo (-7,1%) mentre dopo 5 anni mostrava un +27,6% e dopo 10 anni addirittura un +178,8%.

L’attentato alle torri gemelle di New York
L’attentato alle Torri Gemelle gettò nel panico tutti i paesi occidentali che compresero nel modo più cruento la pericolosità del terrorismo internazionale. Tuttavia dopo un iniziale disorientamento, le norme più stringenti introdotte per controllare gli spostamenti in aereo e nei mezzi di trasporto, e le iniziative intraprese dai vari governi per contrastare il terrorismo hanno permesso di convivere con le preoccupazioni e di superare anche quella crisi. A livello di mercati finanziari, l’indice S&P 500 perse dopo quell’attentato fino al 28,1% e ci mise tre mesi per recuperare il livello pre crisi. Dopo tre anni segnava un rialzo del 2,9% e dopo 5 anni un guadagno del 13,6%.

Il fallimento della Lehman Brothers
Il fallimento della banca d’affari USA Lehman Brothers del 15 settembre 2008 fu l’episodio culmine della crisi dei mutui subprime che dal luglio del 2007 avevano cominciato a far scricchiolare il sistema finanziario. Il crac della Lehman Brothers fece sfiorare il corto circuito della finanza internazionale ma grazie alle imponenti risorse monetarie messe in campo dalle banche centrali di tutto il mondo è stato possibile fermare la caduta finanziaria ed economica e si sono gettate le basi per il più lungo ciclo di espansione economica del dopoguerra. Le perdite dell’S&P 500 arrivarono a toccare il 46% e furono necessari 2 anni e tre mesi per recuperare i valori di Borsa pre crisi. Tuttavia, se dopo tre anni la performance dell’S&P 500 restava in ‘rosso’ (-7,1%), già dopo 5 anni era positiva (+34,4%) e dopo 10 addirittura pari al +130,8%.

Osservando l’andamento di queste grandi crisi del passato si può constatare come siano sempre state archiviate: nella maggioranza dei casi nei successivi 12 mesi e nel peggiore dei casi dopo 2 anni e tre mesi. La Borsa ha saputo non soltanto recuperare i valori pre-crisi ma inanellare nuovi record, confermando la tendenza della serie storica che vede gli indici azionari mostrare un andamento tendenzialmente rialzista nel lungo termine.

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